venerdì 19 dicembre 2014

Piccola guida SEO al content marketing

Come identificare il tuo cliente ideale e come collegarlo alle tue frasi chiave. Ce lo spiega un'infografica che rappresenta una vera e propria piccola guida per chi vuole aumentare le entrate dai loro clienti. Andiamo ad esaminarla nel dettaglio.

Chi è il tuo più forte cliente potenziale che ama il tuo brand/i tuoi prodotti?


Who-Loves-You-2Scoprire chi ti ama è più comunemente noto come identificare il tuo cliente ideale. Ogni segmento della tua strategia di digital marketing (SEO, SEM, Social ecc.) deve essere valutato in base alla percezione di chi sia il tuo cliente ideale.

Cosa devi sapere sul tuo cliente ideale:
Informazioni demografiche – Età, genere
Informazioni psicografiche – Interessi, hobby, valori e cose in cui crede

La tua azienda o il tuo cliente dovrebbe avere disponibili queste informazioni per fare un serie e reali operazioni di marketing. Se non sono disponibili da loro, le dovrai raccogliere tu steso.

Collezionare informazioni riguardo al tuo cliente ideale è una scienza, è meglio cercare di saperne il più possibile in merito, prima di intraprendere qualsiasi azione.

Quale effetto ha la ricerca del tuo cliente ideale sulla tua SEO?

La SEO è cambiata, anzi, cambia in continuazione. Le strategie migliori sono essenzialmente due: una ottimizzazione onsite senza macchia e un eccezionale lavoro di content marketing. Conosce il tuo cliente ideale ti aiuterà a scegliere il tipo di contenuti, gli argomenti e i canali su cui condividere.

Collegare il tuo cliente ideale alla SEO


Un passo importante è quello di cercare di delineare il tuo cliente ideale passando attraverso macroaree o livelli a cui può appartenere il tuo cliente ideale, cercando di andare sempre più nello specifico, così sarà più semplice poi capirne le abitudini e le caratteristiche.

Livello Industria


Il livello industria copre un panorama veramente vasto. Pensiamo per esempio all’industria del “fitness”. Cercate di prendere ispirazione dalla keyword di ricerca principale, che tra l’altro potrebbe anche guidarvi nella content strategy da usare per la vostra brand awareness



Livello Generale


Qui bisogna scavare più profondamente. Un esempio può essere “Fitness Femminile” . Studiando frasi chiave di media lunghezza inserite nel tuo contenuto puoi arrivare ad un genere di cliente ideale più appassionato



Livello tribù


Finalmente qui si può delimitare contenuto e messaggi specifici per la tua nicchia. La tua tribù! I tuoi prodotti/servizi sono stati studiati proprio per loro. Sono gli unici che hanno davvero il potenziale giusto per amare il tuo brand! Rimanendo in campo fitness, potrebbe essere l’”appassionato di crossfit” o i “triatleti”


I contenuti creati per questo livello dovranno essere scritti nel linguaggio della tua nicchia e potrebbero farti guadagnare un grande potenziale di condivisione se fatti bene.


Le frasi chiave derivate da questo livello dovranno essere molto specifiche, meglio utilizzare le long-tail.



Quale contenuto vuole il tuo cliente ideale


Ora che hai identificato il tuo cliente ideale, usa le informazioni che hai guadagnato per rispondere a queste domande.

  • Quale tipo di contenuto consuma?

  • Dove solitamente reperisce le informazioni?

  • A chi e a cosa danno fiducia?

  • Dove puoi trovarli?


Questa lista può aiutarti a decidere quale tipo di contenuto sia più rilevante per il tuo cliente ideale

content-ideas-list

Mappa il contenuto


A questo punto nella tua content strategy devi conoscere esattamente quale direzione devono prendere le vendite, dove investire più tempo, e quali tipi di contenuto userai per attirare l’attenzione.

[caption id="attachment_688" align="alignleft" width="126"]Marketing Pyramid Marketing Pyramid - clicca per ingrandire[/caption]

Questa è la piramide di marketing con cui dovrai lavorare in questa fase. È invertito rispetto alla versione tradizionale, questo perché il marketing richiede un grande impegno, da parte dell’azienda e del cliente.

L’azienda deve guidare e spingere il consumatore con contenuto di valore fino a portarlo all’acquisto.

Il consumatore allo stesso modo deve decidere di fare questo passo avanti. Nell’era digitale il cliente può controllare ogni cosa. Possono personalizzare i tipi di media da vedere, saltare le pubblicità e scaricare contenuto giusto quando vogliono loro. Ormai hanno la potenzialità di scalare il funnel tradizionale a “modo” loro.

Ora mettiamo in relazione la piramide del marketing sopra citata e il tuo calendario editoriale. Questo è il momento di mappare il contenuto per ciascun livello della piramide e schedulare ciascun segmento. Mappare il contenuto per ciascun livello ti aiuterà a determinare meglio i propositi e le call to action da utilizzare.

Dovresti definire il tuo contenuto in modo che porti il consumatore a pensare che riceverà qualcosa di valore in cambio di una, anche piccola, conversione.

Misurare il livello di coinvolgimento degli utenti è un passo fondamentale per chiunque lavori con i social media: a questo proposito, ti consiglio questa guida riepilogativa su cosa tracciare e cosa misurare.

Brand Awareness


Consiste in quell’insieme di tattiche di marketing come SEO, SEM e social media che portano a far conoscere al cliente ideale il tuo brand.

Tipi di contenuto


Social Media
Website Articles
Video
Blog Posts
Eventi
Article Guest Posting
Contenuto specifico per Mobile
Print Magazines
Microsites
Branded Content Tools
InfoGrafiche
Libri
Digital Magazine
eBooks
Games/Gamification

KPI da misurare


Social Followers
Content Views
Site Visits
Inbound Links

Lead Nurturing (curare e coltivare i rapporti con i potenziali clienti)


A questo punto il tuo cliente ideale dovrebbe essere disposto a completare un’azione tipo iscriversi alla newsletter, provare una demo ecc.

Tipi di contenuto


eNewsletters
Video
Eventi
Mobile Apps
Print Magazine
Case Studies
Print Newsletters
Research Reports
Webinars
Digital Magazines
eBooks
White Papers
Podcasts

KPI da misurare


Tempo sul sito
Social Shares
Engagement
Conversioni
Content Downloads

Customer conversion


A questo livello il cliente inizia a considerarti interessante. Questo è il momento di usare il potere della persuasione.

Tipi di contenuto


eNewsletter
Video
Eventi
Case Studies
Research Reports
Webinars

KPI da misurare


Acquisti
Entrate
Iscrizioni

Mantenimento del cliente


I contenuti realizzati per mantenere il cliente rinforza la sua decisione di comprare. Sono inclusi frequenti e continui aggiornamenti che curino i loro bisogni e tengano alto l’interesse verso il tuo brand.

Tipi di contenuto


Social Media
Website Articles
Blog
Eventi
Mobile Apps
Print Magazines
Branded Content Tools
Print Newsletters
Webinars
Digital Magazines
eBooks
Podcasts
Games/Gamification

KPI da misurare


Visitatori di ritorno
Acquisti ripetuti
Viralità del contenuto

Fans appassionati


A questo livello troviamo i clienti che sono diventati veri brand evangelist.

Tipi di Contenuto


Ogni tipo di contenuto sopra menzionato deve essere ottimizzato in modo che sia semplice da condividere così il tuo fans appassionato avrà l’opportunità di fare ciò che sa fare meglio: condividere i tuoi contenuti.

KPI da misurare


Viralità del contenuto
Referrals

Attenzione a questi errori!



  • Trascurare un livello della piramide

  • Saltare un livello


Connettere keywords e contenuto


Creare una corrispondenza tra frase chiave e tipo di contenuto significa inserire accurati ancor text e immagini. Le frasi chiave dovranno essere anche integrate all’interno del testo in modo organico.
In questo grafico noterai che più lontano ti muoverai nella piramide, più specifica dovrà essere la long tail scelta come frase chiave:

keyword-connection

Qui troverai anche un esempio pratico di come collegare frasi chiave e contenuti

E questa è l'infografica completa

real-marketing-stuff-instructographic

mercoledì 3 dicembre 2014

Ecco la tavola periodica dei fattori per una SEO di successo

La SEO potrebbe sembrare, agli occhi di chi non è uno specialista, più simile all’alchemia che alla scienza. Ma non è così. I motori di ricerca ricompensano quelle pagine che hanno la giusta combinazione di fattori, o segnali, di ranking. La SEO riguarda proprio il controllo dei contenuti che generano il giusto tipo di segnali.

Questa tavola comprende i maggiori fattori cui prestare attenzione per avere successo sui motori di ricerca (infografica della Column Five Media)

Una chiara presentazione su slideshare di Search Engine Land spiega con precisione come leggere questa tavola.

Fattori On-Page


Ci sono i fattori OnPage, che sono direttamente controllabili da chi sviluppa il sito e che comprendono tra gli altri:

fattori on-page

  • La qualità dei contenuti – Le tue pagine sono ben scritte e propongono contenuto interessante per la tua audience?

  • Contenuto ricercabile – Hai fatto una ricerca delle keywords che le persone usano più spesso per trovarti?

  • Coinvolgimento – I visitatori utilizzano il loro tempo per leggere i tuoi contenuti o se ne vanno via dal sito?

  • I titoli – i tags title contengono keywords rilevanti?

  • Stuffing – Stai usando troppe parole chiave?

  • Crawler – i motori di ricerca possono facilmente “sfogliare” le pagine del tuo sito?

  • Contenuti duplicati – Ci sono contenuti duplicati che potrebbero creare problemi?

  • Mobile – Il tuo sito è responsive, ossia visibile da ogni device?


 

 

 

 

 

 

Fattori Off-Page


I fattori Off Page sono quegli elementi che sono influenzati dai lettori, visitatori e altri utenti

fattori off page

 

  • Qualità dei link - i link arrivano da siti affidabili e rispettabili?

  • Testo dei link - Per i link sono state usate parole con cui sperate di poter essere trovati?

  • Autorità - I link, le condivisioni e altri fattori danno al sito un'autorità in cui credere?

  • Identità - il sito usa strumenti per certificare la propria identità o quella degli autori?

  • Social Reputation - I vostri contenuti sono condivisi sui social e da chi?


 

 

 

 

 

 


Tutti i fattori lavorano insieme.


Sono tutti importanti ma quelli segnati con il "3" hanno più peso di quelli segnati con "1" o "2". Nessun fattore preso singolarmente garantisce il successo o il posizionamento più alto, ma avere diversi elementi favorevoli aumenta le possibilità che ciò avvenga. I fattori segnati in rosso danneggiano le vostre possibilità.

tabella

mercoledì 5 novembre 2014

Sette statistiche SEO da non sottovalutare

Dire che l'ottimizzazione per i motori di ricerca è importante per qualsiasi tipo di lavoro o impresa è dire poco. Parte fondamentale del digital marketing, la SEO aiuta a rendere visibile il tuo sito sui motori di ricerca e soprattutto aiuta a determinare il ranking nei risultati organici.

Più efficace sarà la SEO e maggiori saranno le possibilità di aumentare il posizionamento.
L'ottimizzazione è solo la base dell'essere trovati sui motori di ricerca e non è di certo l'unico fattore in gioco che influisce sul ranking. Bisogna sempre tenere conto del contenuto, dei social media, i link e molto altro.

In questa infografica vengono sottolineati sette dati estremamente importanti per la SEO

  • il 61% degli utenti globali di google ricercano prodotti online

  • il 44% di chi acquista online, ha cominciato facendo ricerche sui motori di ricerca

  • sul web vengono eseguite 131 miliardi di ricerche ogni mese

  • il 70% degli utenti clicca sui risultati organici e non quelli a pagamento

  • il 75% degli utenti non va mai oltre la prima pagina di risultati

  • il 60% dei click globali organici avvengono fra i primi tre risultati visualizzati

  • le aziende che hanno un blog ricevono più del 97% in più di inbound links


sette stats seo

martedì 7 ottobre 2014

Struttura la tua Social Media Strategy

I Social Media, quali blogs, twitter, i social network, l'attività di content sharing che ne consegue, hanno un duplice effetto: conferiscono ai clienti una voce forte per farsi sentire e danno alle aziende un potente strumento per distinguersi a livello competitivo.
AHTGroup.com ha elaborato una struttura che può essere d'aiuto nell'organizzazione della propria strategia social media.

[caption id="attachment_657" align="alignleft" width="665"]strategia social media Clicca per ingrandire l'immagine[/caption]


Social Media Framework


IMPARA

  • Usa tu stesso i social media

  • Studia case studies importanti

  • Forma i responsabili di settore

  • Impara dai professionisti

  • Esplora gli ultimi trends


 

ASCOLTA

  • Identifica gli strumenti di monitoraggio social media più adatti

  • Impara il modo migliore per usare gli strumenti che hai a disposizione

  • Scopri cosa dicono di te

  • Trova community e conversazioni rilevanti

  • Scopri gli influencers chiave


 

COINVOLGI

  • Inizia una conversazione con prospects e clienti

  • Fornisci contenuti rilevanti

  • Aggiungi valore alle community

  • Coinvolgi gli influencers

  • Rispondi positivamente


 

MISURA E RAFFINA

  • Imposta le corrette misurazioni per il raggiungimento degli obiettivi

  • Monitora le misurazioni

  • Sottolinea i tuoi casi di successo comunicandoli alla tua audience

  • Fai report costanti ai responsabili di progetto

  • Raffina la tua strategia e le misurazioni


 

OBIETTIVI PRIORITARI

  • Migliora il coinvolgimento con i clienti

  • Potenzia la gestione di brand e reputation on line

  • Circondati di colleghi e impiegati di talento

  • Aumenta le vendite


 

STABILISCI UNA GOVERNANCE

  • Identifica le opportunità

  • Comprendi i rischi

  • Spiega il rischio di NON coinvolgimento

  • Imposta chiare norme social media

  • Comunica le regole internamente


 

DEFINISCI LE ATTIVITA’

  • Definisci la prima fase e poi tutte le successive

  • Individua da quale piattaforma iniziare

  • Stabilisci le responsabilità e il tempo che impegni

  • Collega le attività di marketing off line


 

SVILUPPA LE CAPACITA’

martedì 30 settembre 2014

Come usare Instagram per le aziende: 10 must indispensabili - Infografica

Da quando Facebook ha acquistato Instagram, la condivisione di foto è diventato un modo incredibilmente potente, per le aziende e per i brand, di coinvolgere clienti e generare contatti utili.

In questa infografica trovate 10 must per usare Instagram in ambito business.

1 Assicuratevi di creare una Business Page, non un profilo personale.


Personalizzate l'account Instagram con un'impostazione aziendale: non deve essere gestito come profilo personale. Per poter sfruttare tutte le potenzialità di un account corporate, inserite il nome dell'azienda, il logo, una bio (avete 140 caratteri a disposizione) relativa ai vostri valori.

2 Decidete una strategia forte


State usando la vostra pagina per aumentare la riconoscibilità del brand? Vendete prodotti? Volete incrementare i vostri fans? Decidete quali siano i vostri obiettivi da raggiungere prima di postare qualsiasi cosa vi assicura di dare un messaggio coerente.

3 Riesaminate le vostre impostazioni di condivisione


Rendete le vostre foto disponibili per le condivisioni sulle altre piattaforme social come Facebook, Twitter, e Pinterest prima di postare.

4 Personalizzate le vostre foto con un look riconoscibile


Che sia attraverso un filtro o il soggetto stesso, assicuratevi che le vostre foto abbiano un look, un appeal, un particolare coerente e costante che le accomuni, così che i vostri followers le possano riconoscerle facilmente in mezzo a tutte le altre postate nei loro feed.

5 Inserite le foto di instagram sul vostro blog


Usate il codice che permette di inserire le foto di Instagram nel vostro blog per aumentare il traffico dal sito al vostro account Instagram

6 Tieniti informato su quando arriverà anche in Italia Instagram ADS.


Sarà possibile promuovere le proprie immagini facendole visualizzare da un numero sempre maggiore di utenti.

7 Incentivate i vostri followers


Offrire promozioni esclusive o codici sconto è in modo per incoraggiare a seguirvi e non solo a mettere il like sulle foto.

8 Fate Regram, ovvero Condividete le foto in cui siete stati taggati


È il modo migliore per mostrare al fan il vostro apprezzamento e un modo semplice per dare agli altri la possibilità di parlare di voi

9 Create hashtag personalizzati


Incoraggiate i vostri followers ad utilizzare i vostri hashtag e pianificate la creazione di un contest per espanderne il più possibile la diffusione

10 Mostrate i vostri collaboratori e impiegati nell’ambiente di lavoro


Create un’immagine affidabile: date modo ai fans di immedesimarsi attraverso la presentazione di chi lavora nella vostra azienda e come.

Se volete altri utili consigli li trovate in questo articolo che ho scritto per Redcube: ci sono tanti spunti interessanti ed una utilissima infografica!

Qui sotto trovate l'infografica e se siete interessati all'uso di Intagram per il business, trovate tanti utili consigli in un bell'articolo su Socialmargarita.it

instagram business

martedì 23 settembre 2014

Content Marketing: ecco perchè non vi funziona

Parliamo ancora di content marketing, grazie a questo interessante articolo di Jean Spencer  Evidentemente sono ancora molte le aziende (e le persone) che pensano che fare content marketing sia facile o, peggio ancora, non sia necessario. Cerchiamo di capire quali sono gli errori commessi da chi crede di fare content marketing ma che in realtà sta facendo un bel disastro.

1 Molti non hanno un piano editoriale


Il calendario editoriale è qualcosa di veramente prezioso. Lo potreste considerare come il vostro co-pilota, la mappa da seguire per raggiungere i vostri obiettivi, la lista “to do” che il vostro team deve seguire. Solo il 44% dei marketers nel B2B  stilano un piano editoriale nonostante l’avere una strategia documentata porta ad essere 6 volte più efficaci.

2 I vostri capi non capiscono cosa state facendo


Voi dite content e loro dicono patate. Voi dite contatti marketing qualificati e loro rispondono dipartimento vendita. Purtroppo non tutti comprendono l’importanza del contenuto. Per questo quando introducete una strategia di content marketing per spingervi più in alto, la risposta è fredda quanto un secchio di acqua gelida.

3 Non c’è il budget


Chiariamo un punto. C’è una parte del content marketing che può essere definito “cheap”, come per esempio le condivisioni social (in alcuni casi, grazie all’uso del content marketing, si sono potuti risparmiare fino a 12.000 dollari)

Ma le basi del content marketing ruota attorno allo sviluppo di contenuti originali. Come minimo bisogna avere una persona che si occupa di scrivere (bene), ma può anche includere un graphic designer, un esperto video, fotografi, editori.

4 Pensare che la conversazione non sia un primo contatto ma un acquisizione vera e propria


Il content marketing serve per attrarre una sempre maggiore audience per la tua presenza online, dal sito al profilo Twitter alla pagina Pinterest. Ma non deve fermarsi a questo.

Avere un primo contatto è una cosa. Coltivarlo per trasformarlo in cliente è un’altra. Chi lavora nel content marketing ha bisogno di capire i loro clienti ad un livello molto profondo e di fornire istruzioni ovunque si questi si trovino e qualunque cosa vogliano.

5 Pensare che il content marketing sia una tattica


Il content marketing fallisce quando si pensa che sia una tattica quando invece si tratta di un’operazione strategica. I marketers saranno spinti ad investire svogliatamente nello sviluppo e nella produzione di contenuti attraverso qualsiasi canale online sembri appropriato. Questa strada non porta da nessuna parte.

Il content marketing è un’operazione, costruita sullo sviluppo di credibilità e fiducia tra il cliente e il brand. Imbrogliate sul decorso di questa relazione e i vostri clienti considereranno i vostri contenuti come una cattiva esca.

6 Non si investe tempo nel processo o nella strategia


La maggior parte delle aziende non hanno una strategia di contenuti documentata. Questo approccio è come volare alla cieca. Davvero vorreste trovarvi in una situazione simile?

7 Non prendersi il tempo di ringraziare nessuno


L’obiettivo di una strategia di contenuti è quello di essere utili alla propria audience. Per questo ogni volta che i vostri contenuti sono condivisi o linkati è una cosa buona. Prendetevi un momento per rispondere ad un post o scrivere un tweet alla persona che vi sta aiutando a farvi conoscere e ringraziatela.

La soluzione?



  • Non vedete il content marketing come una tattica o uno strumento che vi aiuti a fare il vostro lavoro. Vedetelo come una completa ricalibrazione dei vostri sforzi di marketing.

  • Regolate la creazione di contenuti con un calendario editoriale.

  • Sviluppate una strategia di content marketing che sia totalmente empatica verso i bisogni del vostro cliente.

venerdì 19 settembre 2014

Social Media e Aziende: le 6 regole d'oro (infografica)

E’ inutile fare finta che non siano importanti. I Social Media nel mondo business ormai sono diventati una necessità e usarli in modo non corretto potrebbe causare gravi danni all’azienda stessa. Salesforce.com ha elaborato 6 regole da seguire per non perdere alcuna opportunità che i social offrono e per abbandonare per sempre ogni approccio alla comunicazione vecchio stile.

1 ASCOLTARE


Nonostante sia la fase più importante, ancora sono molti a non sfruttarla nel modo più opportuno. Monitorate le conversazioni che avvengono attorno a voi e nello specifico alla vostra industria, la vostra azienda, i vostri competitors, i vostri prodotti.

Come? Assumete una persona che si occupi di questo lavoro. Usate i tools che permettono di fare controlli automatici. I social non dormono mai, monitorate ogni giorno la situazione. Fate report regolari.

2 COINVOLGERE


Dovete stare dove si trova la vostra audience e partecipare alle conversazioni.
Il primo obiettivo: mostrate alle persone che siete in ascolto e che vi curate di loro.

Come coinvolgere? Cercate di presidiare tre fronti: le vendite, il marketing e il customer service. Cercate di mantenere vivo il rapporto con i vostri fan/followers più accaniti. Sviluppate delle linee guida che aiutino i vostri collaboratori a partecipare in modo costruttivo. Non dimenticate mai di ringraziare o di chiedere scusa. Fate seguire le azioni alle parole.
Le parole di Gay Voynerchuck (Dreamforce) sono perfette per capire la situazione:
“Se nel DNA della vostra azienda non c’è l’attenzione per l’utente finale, i social media vi schiacceranno”

3 MISURARE


Controllate cosa succede.
Alcuni esempi di cosa misurare:
- Metriche per il controllo dell’attività e il coinvolgimento
Numero di fan/followers e profili realmente attivi
Frequenza e desità di post
Commenti e menzioni, com’è il sentimento attorno a voi
- Metriche per controllare quanto siete influenti
Lealtà al Brand
Condivisione delle conversazioni
Sentimento positivo nei post
Interazione con i contenuti

Come misurare? L’uso di tools appositi è fondamentale. I Social Media ci danno dati e suggerimenti per cambiare il nostro business process e renderlo vincente.

4 INTEGRARE


Il processo Social Media non può vivere in un compartimento stagno, deve toccare ogni dipartimento dell’azienda.

Rinnovate i vostri processi chiave, dallo sviluppo del prodotto al customer service. Usare i Social CRM può essere una strategia di business da adottare se si vuole mettere il cliente al centro del vostro lavoro

5 COLLABORARE


La collaborazione da un punto di vista umano, organizzativo e tecnologico consente a gruppi di persone in azienda di connettersi, interagire, condividere informazioni e lavorare verso un comune obiettivo di business (Social Collaboration Survey).

6 NON SOLO VENDITA. BISOGNA ESSERE UTILI


Il migliore proposito che potete avere è quello di essere d’aiuto ai vostri clienti, prospects, stakeholders e influencers.

Come essere utili? Iniziate con il conoscere le necessità della vostra community, siate sempre trasparenti. Ritwittate i tweets dei vostri followers, commentate i loro posts, condividete i loro contenuti e loro faranno lo stesso per voi.

Salesforce_SixPrinciples_Infographic

mercoledì 3 settembre 2014

I 5 elementi essenziali per raccontare la storia della tua azienda - #Infografica

A tutti noi è capitato di leggere storie di aziende nate nei garages piuttosto che in una stanza di un college americano, magari da un’idea di uno studente genialoide o da un gruppo di amici. Forse una delle più note è proprio quella di Facebook. In queste storie i fondatori superano delle avversità perseguendo la loro visione in una folle corsa verso la fortuna, fino ad arrivare a realizzare un brand mondiale.

Molte società, la maggior parte a dire il vero, non hanno drammi da raccontare, né sono cresciute con intrecci così interessanti. Fortunatamente, non c’è bisogno di un dramma per raccontare la storia della vostra azienda in modo convincente e coinvolgente.
Quello di cui avete bisogno sono 5 ingredienti essenziali:

1 – Ispirazione


Quale scintilla ha fatto partire il vostro business? Chi è stato coinvolto e quali motivazioni aveva? C’è stato qualche problema iniziale da risolvere? Qual è la visione e la mission della vostra azienda?

2 – Sfide


Quali sfide i fondatori e il loro team hanno dovuto affrontare? Come le hanno superate?

3 – Il vostro motivo di orgoglio


Cosa distingue la vostra società dalla massa? Qual è la risorsa maggiormente degna di nota? Definite il core value dell’azienda

4 – Obiettivi raggiunti


Dove si trova ora la vostra società? Quali obiettivi sono stati raggiunti? Quali lavori coinvolgono maggiormente l’azienda?

5 – Vision


Quale sarà il prossimo passo? C’è un grande proposito verso cui è lanciata la società?

Questi sono i 5 elementi essenziali per raccontare una company story che non sia noiosa e banale. Ovviamente più sarà arricchita con video e foto e più sarà alto il coinvolgimento che riuscirete ad ottenere!

five-essentials-of-a-great-company-story-infographic

 

giovedì 14 agosto 2014

Consigli SEO per farsi trovare da clienti e motori di ricerca!

 

Per non correre il rischio di non essere trovati da nessuno o, peggio ancora, di non essere interessanti per chi vi trova, ecco un breve ma indispensabile elenco di cosa non bisogna mai dimenticare, da un punto di vista SEO:

Mantenete la stessa identità online e offline
altrimenti come potrete farvi riconoscere se usate un nome/logo diversi tra i vari canali di comunicazione?

Date un nome alle foto
separate pure le parole tramite il trattino "-", ma non lasciate i nomi generici dsc9857741.jpg

Usate il Google Keywords Tool
potrete così scoprire cosa i vostri clienti ricercano

Siate sintetici e gentili
usate periodi brevi e ringraziate gli utenti con condividono e commentano


Rimanete focalizzati sull'argomento
catalogate i vostri posts con tags keywords ed utilizzateli anche nelle descrizioni delle immagini

Ogni pagina deve avere un'immagine
Nessuna immagine? nessuno vi condividerà su Pinterest e l'engagement negli altri social media sarà sicuramente inferiore
never-forget-tips-seo

mercoledì 30 luglio 2014

Social Listening - cosa tenere sotto controllo e perché

behind-your-back-oranges-300x224Immagina milioni di persone che parlano alle tue spalle. E' possibile che stiano dicendo cose sia positive sia negative, ma ciò che più conta è che possono essere tutte molto utili per te.

Immagina ora di essere in grado di usare questi feedback per migliorare la reputazione del tuo brand o della tua azienda.
Le cose brutte vengono sempre dette alle spalle, ma se sai dove guardare riuscirai a trovarti tutto di fronte e affrontarle così nel modo più opportuno e vantaggioso per te.

Ogni giorno avvengono milioni di conversazioni sui social media riguardo a qualsiasi argomento, compresa la tua azienda. I social media marketers conoscono bene (o dovrebbero conoscere) l’importanza di monitorare ciò che gira attorno al proprio brand, ma se si ascolta sono una conversazione si rischia di perdere molte altre informazioni utili. Controllare le cose giuste può fare la differenza tra una brand reputation positiva da una in crisi.

Ecco un'utile checklist dei fattori principali da tenere sotto controllo riguardo al brand e al perchè bisogna farlo.

La tua società


Cosa monitorare


  • Il nome dei tuoi prodotti o servizi

  • Slogan o frasi connesse al tuo brand/azienda

  • Andamento di campagne o azioni di advertisign come hashtag riferiti al brand, reputazione derivante dalla pubblicità

  • Gli attori principali della tua società:
    - Il tuo CEO
    - Il fondatore/presidente
    - Giornalisti o autori di news
    - Chiunque con un potenziale media da seguire


Perché?


  • Non tutti usano il nome della tua società o del tuo brand quando parlano di te – cosa pensano le persone sui tuoi prodotti e servizi è un importante feedback da non dimenticare.

  • Brand Awarness. Perchè le persone stanno (o non stanno) associando il tuo prodotto al tuo brand?

  • Valutare efficacia del lavoro di marketing e advertising. Come sono stati ricevuti i tuoi messaggi?

  • Gestione dei problemi. Il tuo brand non è l’unico pensiero che dovrebbe catturare la tua attenzione. Orecchie ben tese sui vertici della tua azienda per intercettare qualsiasi eventuale storia che li riguardi.


La concorrenza


Cosa monitorare


  • Brand e/o nome dell’azienda competitor

  • Nomi di prodotti o servizi dei competitor

  • Slogan

  • Campagne e azioni di advertising come hashtag riferiti al brand del competitor, la reputazione derivante dalle pubblicità

  • I tuoi prodotti o il nome del tuo brand/azienda insieme a quello dei tuoi competitors


 Perché?


  • Scoprire quali argomenti sono popolari per la audience dei tuoi competitors può essere vantaggioso anche per te

  • Cercare opportunità di marketing in tempo reale

  • Definire i contorni della futura strategia di marketing

  • Vedere dove i tuoi competitor ti danno del filo da torcere e aggiustare i prodotti e servizi


Il tuo settore


È importante per capire cosa sta succedendo o cosa è popolare nello spazio in cui la tua azienda opera. Non puoi ascoltare tutto ciò che viene detto sui social quindi cerca le aree che possono essere riferite al tuo brand.
Cosa monitorare


  • Il tuo settore (sei un azienda che produce mascara? Dovrai ascoltare tutto il mercato della bellezza)

  • Sottocategorie del tuo settore (focus su argomenti specifici come make-up o cura della pelle)

  • Eventi rilevanti di settore (fashion week, sfilate ecc)


Perchè?


  • Prendere decisioni strategiche per il marketing, migliorare prodotti e servizi

  • Rimanere sempre al top delle tendenze di mercato

  • Raggiungere le conversazioni giuste ed essere un leader nel tuo settore

  • Cercare persone che stanno cercando i vostri prodotti/servizi

  • Cercare opportunità di marketing in tempo reale


In questa infografica trovate una lista di strumenti per il social monitoring

tools social listening

venerdì 25 luglio 2014

Linkedin - 19 errori da mettersi le mani nei capelli!

Se non state ottenendo i risultati sperati, è possibile che stiate commettendo uno o più errori su Linkedin che fanno scappare i vostri potenziali clienti.


Avete una sola possibilità per fare buona impressione al primo contatto, e quando la gettate via per errori di questo tipo, avete seriamente chiuso la porta ad una possibile relazione ricca di opportunità.


Qui ci sono 19 errori suggeriti da Melani Dodaro che non dovrebbero essere mai commessi (e a cui è possibile rimediare!)



1 Il vostro profilo è incompleto


Un profilo incompleto non comunica credibilità ai prospect. E’ vero, completarlo non è proprio facile, e non lo è nemmeno fare in modo che sia orientato esattamente verso al vostro target specifico, ma è importante averlo.


Come ottimizzare al meglio il vostro profilo? In questo articolo potete trovare ottimi consigli



2 Scrivere informazioni vaghe


Bisogna essere il più specifici possibile quando descrivi cosa fate e la tipologia precisa del cliente a cui vi rivolgete. Non basta dire cosa fate. La cosa migliore è menzionare proprio il tipo di business o lavoro a cui fate riferimento. Un esempio.



3 Inviare richieste di contatto senza una nota personale


A mio parere è uno degli errori più fastidiosi. La richiesta non deve essere stravagante, basta dire semplicemente perchè volete connettervi e magari menzionate un contatto comune o un gruppo che frequentate entrambi.



4 Non ottimizzare il vostro profilo per la ricerca


Che senso ha avere un profilo se poi nessuno vi trova? Allo stesso modo in cui usiamo Google per cercare informazioni, LinkedIn viene usato per cercare le persone. Per questo è necessario avere un approccio SEO anche nella compilazione del proprio profilo


Scegliete 2-3 parole chiave importanti che descrivano quello che fate, in cosa siete esperti.



5 Una foto del profilo inesistente o non professionale


Ne ho parlato anche io in quest’articolo, e troverete conferme un po’ da tutti gli esperti del campo. In ogni caso, una delle scelte peggiori che possiate fare è quella di non mettere una vostra foto o di metterne una non professionale.



6 Infarcire il profilo con keywords inutili


L’algoritmo di ricerca di LinkedIn per ora funziona ancora secondo la vecchia scuola dei motori di ricerca. Più viene ripetuta una frase o una parola e più il vostro nome apparirà in alto nella classifica. Funziona, ma è orribile da vedere. Viene subito da pensare che abbiate fatto un copia e incolla di quella parola chiave fino a riempire ogni spazio disponibile. La vostra credibilità dipende anche da questo. Se abusate dell’algoritmo sicuramente non ne guadagnerete .



7 Chiedere raccomandazioni a chi non conoscete


Se qualcuno che non conoscete vi chiedesse una raccomandazione, cosa pensereste? Anche in questo caso la credibilità è appesa ad un filo!



8 Inviare messaggi di massa


Se è importante per ciascun destinatario, a volte può essere utile inviare lo stesso messaggio a più persone su Linkedin. Attenzione. Uno degli errori più grandi è quello di non spuntare il box “Consenti ai destinatari di visualizzare nomi e indirizzi email reciproci”



9 Chiedere Likes per Facebook/followers per Twitter


Non fatelo, per favore. Innanzitutto non è detto che chi usa LinkedIn, sia anche su Facebook o Twitter. Sembra veramente un gesto disperato e pacchiano, non servirà a costruire relazioni propositive con i vostri collegamenti. Non so voi, ma “disperato” e “pacchiano” vorrei che non fossero mai associati al mio lavoro.



10 Vendere prima del saluto


Vi è mai capitato di mettere nelle mani di qualcuno il vostro biglietto da visita ancora prima di stringergliela, allo scopo di vendere qualcosa? Ovviamente no. Allo stesso modo si deve gestire la comunicazione coni contatti on line.


Io amo il social marketing e amo LinkedIn, ma trovo esasperante quando qualcuno tenta di vendere qualcosa immediatamente. Prima bisogna sviluppare una relazione con le persone, nel mondo docial così come nella vita reale.



11 Andare off topic nei gruppi


Ci sono migliaia su migliaia di gruppi su LinkedIn, è giusto impiegare un po’ di tempo per trovare quello più opportuno che punta direttamente al tuo target. Una volta trovati i gruppi più coerenti, è importante che tutto ciò che posterai sia chiaro e di valore per i membri, oppure le vostre comunicazioni verranno cancellate o etichettate come spam.



12 Postare link nei gruppi senza iniziare una conversazione


Se seguite le regole degli admin dei gruppi, non vi capiterà di commettere questo errore perché la maggior parte dei gruppi rifiuta i link auto promozionali. Il vostro articolo potrebbe anche essere coerente con l’intento del gruppo, ma ricordate che il focus dei gruppi è creare conversazione. Non è solo una tattica per portare traffico al vostro sito, ma in questo modo risulterete fra i membri più attivi e farete felici i moderatori del gruppo!



13 Dire “ho visto che hai guardato il mio profilo”


E’ un atteggiamento che fa letteralmente rabbrividire. Se qualcuno è davvero interessato a voi, dopo aver visto il profilo, vi contatterà. Se volete connettervi con qualcuno che ha visitato il vostro profilo evitate di usare la frase “ho visto che hai guardato il mio profilo”.



14 Mentire


Nessuno ama i bugiardi e chiunque può facilmente investigare quando qualcosa sembra essere poco credibile. Non c’è nulla di sbagliato nel mettersi in evidenza per attirare la giusta audience, a patto che non si menta. Ci vogliono anni per costruirsi una buona reputazione e basta una sola bugia per distruggerla.



15 Non essere costanti negli aggiornamenti


Aggiornare il proprio status di LinkedIn (in modo professionale, condividendo o consigliando articoli) è un modo per aumentare la vostra credibilità e autorità nell’ambito lavorativo in cui operate. E per di più è un modo per rimanere sempre in vista nel proprio network.



16 Essere negativi


La negatività è qualcosa che non dovrebbe essere mai associata alla vostra presenza online. Specialmente in un luogo come LinkedIn, dominata da conversazioni professionali.



17 Non personalizzare la vostra URL


Farlo è semplice e vi assicura un indirizzo unico e riconoscibile.



18 Non personalizzare i link nel profilo


E’ simile al punto precedente. Andando su 'Modifica le informazioni di contatto', potrete modifcare i link (chiamato sito web) che vi riguardando. Inserendo “Altro” nel menu a tendina, vi viene data la possibilità di personalizzare il link del vostro sito.



19 Dimenticare che LinkedIn è uno strumento di lavoro


Postare meme divertenti, foto di famiglia o articoli satirici non è una buona idea. Ci sono altri luoghi dove postare questi contenuti. LinkedIn è riservato al lavoro e al business.


E secondo voi? quali sono i peggiori errori da mani nei capelli?

giovedì 17 luglio 2014

Se usi i Social per lavoro, ecco cosa devi sapere - #infografica

Ci sono regole di comportamento per ogni situazione: leggere quando si è a tavola è considerato di cattivo gusto, parlare a voce alta in pubblico durante una telefonata è quanto meno da maleducati e presentarsi in ufficio con le infradito da spiaggia è decisamente fuori luogo.
Essendo luoghi d'incontro, anche sui social media bisogna rispettare qualche regola, soprattutto quando vengono usati per lavoro. E' un mondo costantemente in evoluzione e i confini tra pubblico e personale non sono mai abbastanza definiti. In ambito business, ci sono alcune linee che non possono essere attraversate in modo da mantenere una presenza social media il più professionale possibile.

Questa interessantissima infografica di  TollFreeForwarding e Griffin Media si propone di illustrare cosa si può fare e cosa non si deve fare su ogni social network per tutti coloro che vogliono avere una presenza efficace, oltre a presentare statistiche e informazioni utili e curiose.

Ecco qualche consiglio ripreso dall'infografica che trovate alla fine dell'articolo.

Facebook Etiquette



  • È giusto aggiornare quotidianamente la tua pagina ma lascia passare qualche ora tra un post e l’altro.

  • Rispondi a tutti i commenti: a quelli buoni e a quelli più critici.

  • Impara ad usare correttamente gli hashtag: uno è ok, 10 no.

  • Ricorda la regola 80/20: intrattieni ed informa la tua audience, solo dopo pensa a vendere.

  • Usa il "noi" quando parli a nome del brand.


Twitter Etiquette



  • Twitter è la piattaforma madre degli hashtag, quindi usali bene!

  • Evita di condividere troppe informazioni personali, del genere cosa ha mangiato per colazione il CEO della tua azienda.

  • Usa il tuo logo come avatar. La gente così sarà in grado di riconoscere subito il tuo brand.

  • Non usare tutti i 140 caratteri, lascia la possibilità che gli altri possano fare l’RT.

  • Sii positivo. I brand con mood negativo perdono followers!


G+ Etiquette



  • Menziona sempre l’utente del post che stai commentando.

  • Quando ricondividi un post aggiungi sempre un tuo commento o una introduzione.

  • Google Plus permette di formattare i tuoi post. Usa questa potenzialità per rendere i post semplici da leggere usando il grassetto, il corsivo e la sottolineatura.


Instagram Etiquette



  • Non chiede alla gente di seguirti e non usare hashtag come #tagsforlikes – non è assolutamente professionale

  • Non postare troppo. Finiresti di essere considerato invadente.

  • Evita troppi selfies, o foto di cibi o della tua famiglia. E’ l’account aziendale quello che stai gestendo!

  • Esiste un golden number per gli hashtag su Instagram: il numero perfetto è 11.


LinkedIn Etiquette



  • Sii piacevole ma non personale.

  • Presenta te stesso come un professionista nel tuo campo di lavoro e lascia gli aggiornamenti della tua vita quotidiana al profilo personale di Facebook.

  • I gruppi sono un luogo per condividere informazioni utili a tutti e non per promuovere la tua azienda.


Pinterest



  • Assicurati che i links siano in ordine. Fai un controllo prima di pinnare, vai alla fonte e verifica che sia funzioni tutto correttamente.

  • Non continuare a fare repin per un'ora consecutiva. Sarebbe più opportuno schedulare i tuoi interventi tra mattina, pomeriggio e sera.


regole social media

lunedì 14 luglio 2014

8 semplici modi per uccidere il tuo brand - Infografica

Per caso state commettendo qualcuno di questi errori? Se la risposta è si, è meglio che corriate ai ripari!


Piccoli imprenditori o grandi aziende, chiunque siate e chiunque rappresentiate, avete bisogno che il vostro brand sia degno di essere ricordato.


Che abbiate lavorato sodo per crearne uno o che il processo sia ancora in atto, cercate di abbandonare queste abitudini malsane per il vostro brand.



Ecco 8 errori che uccideranno il vostro brand


Pigrizia nella pianificazione – Avere un piano è fondamentale. Per non correre rischi si dovrebbe avere un piano editoriale per i contenuti da condividere, per la strategia da usare sui vari social, un piano di gestione della crisi per essere pronti ad affrontare una situazione imprevista. Pianificare è la parla chiave.


Un’immagine inconsistente – Bisogna che il pubblico si ricordi di voi. Se non vi si distingue dalla massa come farete a farvi notare dai vostri potenziali clienti?


Produrre contenuti di bassa qualità – Copiare e rubare contenuti di altri non è mai una buona idea, così come pensare che la vostra audience non capisca la differenza tra contenuti di valore e non. Non pubblicate o condividete nulla che non sia in linea con la vostra strategia e che non abbia come obiettivo ottenere la fiducia del cliente.


Non mantenere le promesse – Il brand non è il logo, la tagline o qualsiasi altro esempio tangibile che lo rappresenta. Un brand è una promessa. Ed è questa promessa che definisce l’intero business arrivando a toccare ogni aspetto della vostra società. Ogni brand promette qualcosa ai suoi clienti. Provate a pensare al vostro favorito. Cosa vi promette? Quand un brand non mantiene le promesse fatte, il cliente rimane insoddisfatto.


Sottostimare le opportunità del marketing online – Poco da aggiungere. Internet offre grandissime opportunità per aumentare i benefici dei propri sforzi di marketing, facendovi guadagnare anche un vantaggio molto competitivo rispetto a chi non è online.


Non ascoltare la propria audience – Se parlate di scarponi quando al vostro pubblico in quel momento interessano solo le infradito, avete un problema. Ascoltate i vostri fan e followers. Ci sono vari strumenti che potete utilizzare per capire cosa vogliono e di cosa parlano. Da Google Alert a Social Mentions e molti altri.


Web Design antiquato, sito non responsive – Ormai è fondamentale avere un sito accessibile da tutti i devices, dal pc ai tablets agli smartphones. Non rimanete indietro o regalerete un bel vantaggio ai vostri competitors.


Diventare offensivi – Mai. Mai offendere, né per essere differenti, né per difendere  la propria posizione o il proprio brand né per qualsiasi altra ragione. Per farvi notare non è assolutamente necessario offendere una categoria di utenti (per credo, razza ecc.). Se dovete rispondere ad un commento negativo sui social, siate diplomatici e piuttosto cercate di spostare la discussione su un media differente, come il telefono per esempio.


branding mistake

venerdì 11 luglio 2014

Sapete come riparare ad un errore sui social media?

Un articolo di Rebekah Radice ci spiega che arriverà un momento in cui le cose sui social media non andranno per il verso giusto, anche solo una volta, ma capiterà, e questo è quello che dovrete fare.

tweetwrongChe sia un tweet accidentale o un dito indice eccessivamente zelante che ha premuto un bottone troppo velocemente, ad un certo punto della vostra vita succederà qualcosa che vi porterà a commettere un errore madornale sui social media.

Ma non è l'errore in sé ad essere importante, quanto il cosa succede dopo.

Vi lasciate prendere dal panico correndo freneticamente in ogni dove per recuperare quello che avete sbagliato? Male!

Finché questo errore è ancora “vivo”, fermarsi a pensare e non reagire dominati dall'istinto, è forse la migliore strategia.

Raramente c’è un risultato positivo quando reagisci immediatamente ad una situazione negativa e improvvisa.

paura sbagliTipicamente un’azione dovuta alla paura e alla voglia di riparare l’errore commesso provoca una reazione eccessiva, che può rapidamente trasformarsi in una spirale che da cattiva passa a pessima fino a catastrofica nel giro di qualche attimo.

L’unico modo per combattere l’impulso di reagire è avere un piano. Un piano che preveda il come, dove e cosa per ogni “incidente” social media.

Come riparare ad un errore social media


1 - Valutate il danno

E’ stato semplicemente un tweet isolato  o un casuale errore di ortografia in un post? Niente paura.

Potreste lasciarlo li o cancellarlo del tutto.  Niente danno, niente affanno!

Se il danno è peggiore, per esempio se uno dei tuoi impiegati ha condiviso informazioni private pubblicamente, i passi da fare sono più complessi.

Prenditi qualche momento per determinare:

  • Qualcuno è rimasto danneggiato dal contenuto condiviso?

  • Il contenuto era offensivo?

  • Le informazioni twittate o postate erano esclusivamente per un uso privato?

  • Il contenuto era protetto da un punto d vista legale?

  • Infrange il copyright?

  • C’è la possibilità che questo si trasformi un grande errore?


 2 – Riconoscete l’errore

Quando si commette un errore sui social, bisogna avere chiari sia i lati positivi sia i lati negativi della situazione. Mentre da una parte è possibile correggere uno sbaglio, non è possibile controllarne le conseguenze.

La cosa migliore che si possa fare in qualsiasi situazione è ammettere subito. Che sia online o offline, l’onestà è sempre la migliore politica.

Una volta commesso l’errore, riconoscetelo e non gettate via altro tempo. Più aspettate e peggiore la situazione potrebbe diventare e le vostre scuse sembreranno meno autentiche.

Queste sono le azioni da fare:

  1. Notificare quanto accaduto a tutti gli interessati nella vostra azienda.

  2. Ammettere l’errore

  3. Scusarsi

  4. Correggere

  5. Andare avanti


Dopo tutto, siamo umani. L’errore può capitare.

Potete sperare che i vostri fans e followers siano abbastanza gentili da accettare le vostre scuse.

Se no, è il momento di premere il tasto forward e capire che gli errori vi renderanno più forti (e migliori)
3 – Create la vostra Policy

La lezione che bisogna imparare è che da ogni situazione negativa ne deriva una positiva.

Chiunque ti sia, un free lance indipendente, un imprenditore o un brand, avere una policy social media è fondamentale. Non solo per creare una gerarchia di comunicazione ma un modo sistematico per trattare il problema, non importa se grande o piccolo.

L’obiettivo è di creare una serie di linee guida che tutti possano comprendere ed eseguire.

Ecco i passi necessari a creare una social media policy:

Step 1


Se avete impiegati, dovete per prima cosa determinare cosa è concesso e cosa non lo è quando si va sui social. Siate specifici nelle vostre affermazioni.

Alcuni esempi:

  • I comportamenti proibiti sui social media includono postare commenti diffamatori , immagini pornografiche, contenuti proprietari o dichiarazioni moleste.

  • Nessuna informazione confidenziale o esclusiva dell’azienda deve essere postata senza essere a priori approvata dal management


Se voi siete l’unico impiegato, questo processo è molto più semplice. In ogni caso i passi rimangono gli stessi, qualsiasi sia la grandezza della tua azienda.  E’ comunque importante avere chiaro cosa sia permesso e come comportarsi in ogni situazione.

Step 2


Ora avete bisogno di determinare quali conseguenze ci saranno per la violazione della policy. Ditelo senza giri di parole.

Step 3


L’ultimo passo è quello di comunicare la vostra policy a tutti gli impiegati o chiunque sia coinvolto nelle linee guida.
Quando condividete la vostra strategia social media, assicuratevi di specificare:

  • Quali sono le informazioni aziendali da condividere

  • Esempi di quale tipo di contenuti o dettagli devono ricevere un’approvazione a priori

  • Quale linguaggio è accettabile

  • Come sostenere l’attuale strategia social media dell’azienda

  • Come gli impiegati possano usare il logo azienda e altri contenuti relativi al brand come i marchi registrati.


Abbiate sempre coscienza dei vostri limiti e delle vostre aspettative. Conoscerli vi può salvare da situazioni caotiche e dolorose!

lunedì 7 luglio 2014

Le 10 Regole del Social Media Marketing - Infografica

Fare leva sul potere dei contenuti e del social media marketing può aumentare la tua audience e il tuo parco clienti in modo sensazionale. Ma iniziare senza alcuna precedente esperienza o conoscenza potrebbe rappresentare una sfida pericolosa.

E’ vitale che tu capisca i fondamenti del social media marketing.
Dall’incremento dei tuoi punti di contatto online ai modi migliori per sfruttare al meglio la qualità, rispettare queste  leggi ti aiuterà a costruire le fondamenta per conservare i tuoi clienti, essere utili al tuo brand e, non meno importante, aumentare i profitti.

venerdì 4 luglio 2014

giovedì 3 luglio 2014

Il potere del Visual Content

Imprenditori e aziende iniziano a comprendere quanto il Social Media sia importante nelle campagne di marketing. Un’identità online sui social è un fattore determinante nell’attrarre nuovi contatti e tenersi stretti i clienti già coinvolti e interessati. Molti brands hanno con successo integrato il Visual Content nelle loro campagne social media. Basta dare un’occhiata alle bacheche su Facebook e a quelle di Pinterest di Starbucks (qui e qui)  o della General Electronics (qui e qui) per avere un’idea di come il Visual Content può essere sfruttato.


Il Visual Content Marketing sta diventando il miglior veicolo per costruire e spingere i social signals.



Perchè il Visual Content Marketing è uno strumento potente per la tua strategia


1 – Traduce concetti astratti che appartengono alla brand identity in qualcosa di tangibile.


Le immagini permettono di mostrare chi siete. Non solo riguardo ai prodotti e ai servizi ma l’intera filosofia e le idee che portano avanti il brand. Per esempio, ci sono aziende che usano immagini del loro “dietro le quinte”, cioè chi sta dietro al logo e al brand. Queste foto ricordano ai clienti i valori dell’azienda. La scelta delle immagini, i colori e l’intero sentimento dell’immagine traduce il messaggio della cultura dell’azienda.

lunedì 30 giugno 2014

Content Marketing - Parliamo di KPI, ovvero, come misurare il successo della tua strategia

Il Content Marketing ha avuto una fortissima impennata in fatto di popolarità negli ultimi anni divenendo così una parte indispensabile delle più attuali strategie di marketing.


Quando si parla di Content Marketing, misurarne il successo è uno degli aspetti più difficili. Provare e analizzare l’efficacia della propria strategia può essere un lavoro molto duro. Il Content Marketing ha un suo proprio ROI, come un qualsiasi altro canale e, per misurarne i risultati, dobbiamo selezionare un set di KPI unici.


Identificare questo gruppo di metriche uniche e analizzarle e correlarle tra loro è sicuramente la parte più complicata.


Proviamo a raggruppare le metriche e i KPI in tre macro aree




  •   Consumo del contenuto

  •   Apprezzamento Sociale

  •   Conversioni


Il consumo del contenuto


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È possibile produrre il miglior contenuto del mondo ma se non piace o non è accettato dalla maggior parte della tua audience, allora il tempo e le energie che hai investito nella creazione del contenuto diventa inutile.


Le metriche di cui abbiamo bisogno sono:



- Visite uniche alla pagina e Page Views


Uno dei modi più semplici per analizzare il consumo del contenuto è controllare il traffico che si riceve. Questo mostra come ha agito la tua audience quando ha ricevuto il tuo contenuto. Analizziamo questa metrica quotidianamente , settimanalmente e mensilmente per avere un’idea riguardo all’andamento del contenuto.



- Nuove Visite


Il numero delle nuove visite ci mostrerà la viralità del contenuto e come la nostra audience l’abbia consumato.



- Tempo sulla Pagina e Frequenza di Rimbalzo (Bounce Rate)


Queste due metriche mostrano il coinvolgimento dei visitatori nel tuo sito.



- Visitor Flow


Se le persone visitano il tuo contenuto  e non fanno altro, vuol dire che queste persone non sono qualificate o interessate al resto dei tuoi contenuti sul sito, riducendone notevolmente il coinvolgimento.



Metrica di Apprezzamento Sociale


KPI - social-love-metrics-613x703

Queste metriche sono fortemente utilizzate per controllare la viralità di un contenuto prodotto.
Di conseguenza bisogna analizzare le condivisioni social e i riferimenti sulle piattaforme social.



- Condivisioni Social e Raggiungimento (Social Share and Reach)


Facebook insight, Twitter analytics e le altre piattaforme social mettono a disposizione sistemi per analizzare il raggiungimento e il coinvolgimento prodotto.



- Commenti


Un alto numero di commenti dimostra un maggior interesse dei visitatori al tuo contenuto. Queste metriche mostrano l’autorevolezza del contenuto e la reazione del visitatore



- Inbound Links


È una delle metriche più importanti che definisce la qualità di un contenuto. Un Link Inbound è importante perché aumenta il valore intermini di visite e popolarità, più i motori di ricerca daranno valore a questi link.



Mentions


È un modo per misurare la popolarità del contenuto Social Mention è un tool free che può aiutare a misurare questo dato nel web



Conversioni


KPI - conversion-metrics-613x701

- Downloads


Se stai promuovendo un ebook o una guida e vuoi essere sicuro di misurare il numero di download questo ti darà una chiara visione riguardo al consumo del tuo contenuto, mostrando l’efficacia della sua viralità.



- Email Newsletter / Sottoscrizioni al Blog


Il numero di persone che si iscrivono alla newsletter e al blog mostrano la fedeltà dei visitatori che vedono i tuoi contenuti.



- Vendite / Contatti marketing qualificati


Sono quelli che con ogni probabilità si trasformeranno da contatti semplici in clienti. Assicuriamoci di avere un sistema che possa tracciare il percorso di questo visitatore, come la compilazione di un form. Vi aiuterà a vedere quale tipo di contenuto contribuisce alla vendita finale.



- Ciclo di vendita e Percentuale di Mantenimento


Il mantenimento riporta la percentuale dei clienti che siete riusciti a fidelizzare. L’acquisizione di un cliente non è la sola ragione per scrivere un contenuto. Nel nostro sito ci dovrebbe essere del contenuto in grado di mantenere alto il coinvolgimento della tua audience.


Su Pinterest trovate l'infografica completa di TechWise

giovedì 19 giugno 2014

SEO e Content Marketing - un'infografica davvero utile!

Come viene ben illustrato nell'articolo di Daniela Caracciolo su Infografiche.com, questa infografica mostra gli strumenti per combinare il Content Marketing alla SEO. Si tratta di una lunga lista in cui vengono elencati i servizi online più popolari, suddivisi in una serie di categorie diverse.

Pubblicato da Blogmost, è intesa come un punto di riferimento per il marketing per aiutare a pianificare le proprie strategie di contenuti.

seo-content

 

mercoledì 18 giugno 2014

Attenzione! Non commettere mai questi gravi errori di marketing

Come sottolinea Ricardo Marquez nel suo blog, ci sono 3 gravi errori che possono danneggiare seriamente i propri affari, soprattutto quando si lavora nel New Business.



Errore 1: pensare che l’advertisement sia una spesa e non un investimento.


Grande, gravissimo errore che, a mio parere, molte aziende commettono troppo spesso. Diversi imprenditori vedono l’investimento nel marketing come una spesa non necessaria. E’ un'ottica assolutamente sbagliata, senza pubblicità il tuo business non riuscirà mai a sviluppare le sue piene potenzialità.



Errore 2: non misurare il ritorno dei tuoi investimenti di marketing.


Troppo denaro viene speso nel marketing senza avere la piena consapevolezza di come venga impiegato e senza dare una direzione all’investimento, in modo da colpire i clienti efficacemente. Se non puoi legare l’investimento ad un risultato specifico e non puoi raggiungere i tuoi potenziali clienti, stai letteralmente buttando il tuo denaro.



Errore 3: non avere un piano marketing


errorLa maggior parte degli imprenditori o delle piccole aziende sono, comprensibilmente, ansiosi di vedere ritornare l'investimento, di tempo e denaro, che hanno fatto nel loro lavoro, pronti ad iniziare ad incassare, procedendo da soli o assumendo una persona che possa aiutarli nelle vendite. Ma provare a vendere un servizio o un prodotto senza prima creare un piano marketing, è molto simile ad una maratona senza finish line. Un piano marketing fornisce quei dettagli specifici necessari per aumentare la visibilità, espandere il parco clienti, e soprattutto procura metodi quantificabili per misurare il ritorno dell'investimento (ROI).


Questi errori sono molto comuni purtroppo, e commetterne anche uno solo può precludere il successo della propria strategia. Basta un po' di attenzione in più da rivolgere a dove si vuole arrivare e quali obiettivi raggiungere... e cercare di pensare in ottica new business !

giovedì 12 giugno 2014

Usa Twitter per raccontare la storia del tuo brand!

A tutti noi piacciono le storie, quindi perché non utilizzare gli elementi di base della narrazione anche su Twitter per dare una spinta al tuo social marketing ?


Pensi di essere in grado di coinvolgere la tua audience usando solo 140 caratteri o anche meno?




I limiti di Twitter non possono essere una scusa per non utilizzare lo storytelling nel tuo lavoro, specialmente considerando quale strumento potente stia diventando.



Vuoi raccontare una storia?


tweet-storytellingUsare Twitter per raccontare una lunga e dettagliata storia non sembra essere la sua applicazione più ovvia, eppure si può fare. Esiste un tool, Storify, che ti permette di creare la tua storia, in modo semplice ed intuitivo. Riesce a raccogliere qualsiasi tipo di contenuto presente sui social, dai twitter ai post su Facebook, a immagini, video e link, collegandosi inoltre ai tuoi account Instagram e G+. Basandosi sulla parola chiave o sull’oggetto della tua ricerca crea una lista di risultati che puoi utilizzare per realizzare la tua storia. Se sei curioso, leggi prima quest’articolo di Marinella Scarico e poi ....provaci! Vai su Storify, crea un tuo account e comincia!


Un piccolo consiglio. Se intendi usare Twitter per raccontare una storia, conia un hashtag da usare per raccogliere tutti i tweets che poi potrai riunire in Storify!



Vuoi dare più forza al tuo messaggio?


Twitter è uno dei poti migliori per rinforzare il messaggio che vuoi lanciare.


Twitter-storytelling storiaHai lanciato le tue campagne pubblicitarie sui social e la tua campagna email marketing, hai anche un blog dove scrivi articoli e news. Con Twitter hai un altro potente strumento per raccontare ai tuoi followers perché possono contare su di te.


Sui Social Media come in qualsiasi impegno di marketing, la coerenza è la chiave. Determina quale sarà la tua voce, quale tono userai e attieniti a quello. Soddisfacendo le aspettative che ti sei prefissato, non solo rinforzi il tuo messaggio, ma ne costruisci anche la credibilità.



Vuoi permettere alla tua audience di conoscerti?


Per raccontare la tua storia usando Twitter il modo più popolare è: condividere dettagli personali della tua vita. Quando scrivi il tuo blog per lavoro, tu stai scrivendo per le persone e le persone amano ascoltare storie personali. Se hai in mano la brand identity della tua azienda, hai la possibilità di farlo in modo memorabile. Condividi cosa fai, cosa ti ispira, cos’hai imparato oggi e così via.


Attenzione alla condivisione dei dettagli personali


Non ci vuole uno scienziato per capire che ci sono delle linee guida da seguire quando si condividono informazioni personali. Quindi usa cautela. Attieniti ad informazioni che ti facciano sentire a tuo agio, anche se il mondo intero le conosce, e cerca il modo per rendere rilevante il tuo messaggio globale.


Ti senti pronto per usare Twitter e raccontare la storia del tuo brand? Quali informazioni condivideresti?

giovedì 5 giugno 2014

Brand noioso? Ecco qualche consiglio per raccontarvi nel modo migliore


Se le persone non parlano di voi, non lo fanno per una ragione.
E la ragione non è che voi non piacete. Semplicemente non ne parlano perché siete noiosi. Seth Godin



boringL'ardua sfida per gli addetti al marketing di brand noiosi è presentare del contenuto notevole e interessante quando il prodotto, sinceramente, non lo è affatto.


Quindi, come far interessare le persone ad un brand noioso?


La chiave sta in una presentazione distintiva, particolare. Ogni brand ha una storia unica riguardo alle sue origini, alle persone che ne fanno parte e alle loro esperienze. La soluzione è cercare un tema unico e autentico, mettere in moto la vostra immaginazione e la vostra creatività, e raccontare la vostra storia in modo che possa attrarre l’attenzione dei lettori. Quello che era stato universalmente percepito come noioso potrebbe diventare d’ispirazione o quanto meno generare l’interesse di uno specifico gruppo di utenti.

giovedì 29 maggio 2014

Medical Marketing Strategy: 3 ragioni per dire 'si!' ai Social Media

I Social Media sono innegabilmente entrati a fare parte della vita quotidiana di molte aziende e molti professionisti. Vengono usati per connettersi con gli amici, condividere informazioni e imparare cose nuove. Ha senso quindi che influiscano sempre di più  nel modo in cui le persone prendano le decisioni, anche importanti.
Sebbene parecchie aziende abbiano preso coscienza dell’importanza dei social media, ci sono alcuni settori dove compagnie e professionisti rimangono un po’ apprensivi nell’aggiungere la loro presenza nel mondo online e uno di questi settori è quello medicale.
Qui di seguito ci sono tre ragioni per cui i Social Media dovrebbe fare parte della strategia di marketing medicale.

giovedì 22 maggio 2014

Come usare le Pagine Vetrina di LinkedIn - 5 consigli per la tua strategia

Lo scorso novembre Linkedin ha lanciato le Pagine Vetrina (Showcase Pages), una nuova funzione creata per aiutare le aziende a migliorare il loro brand, prodotti, servizi e altro.


Microsoft_Office-Blog-Screenshot-988x1024La nuova feature vuole fornire l’opportunità di dare visibilità a specifiche parti della società e non dell’intera organizzazione.
In questo modo si assicura agli utenti un'esperienza di navigazione utile, grazie al contenuto maggiormente rilevante per loro e più inerente ai loro interessi. Per esempio, il consumatore comune potrebbe non essere interessato alle diverse posizioni di lavoro aperte in un'azienda ma potrebbe essere molto interessato a prodotti e servizi offerti o riguardo alle attività di supporto tecnico. Le Showcase Pages sono, in sostanza, pagine di profilo specifico per ciascun aspetto del vostro lavoro che avete deciso di mostrare.

martedì 6 maggio 2014

Cos'è la Negative SEO

Negative SEO è un termine usato per identificare quella deprecabile pratica che consiste nell’usare tecniche considerate immorali (come fare black hat, per approfondimenti in merito vi consiglio quest'articolo ) per vandalizzare il ranking di qualcuno sui motori di ricerca.

martedì 29 aprile 2014

Aumenta la credibilità del tuo sito in 10 passi!

Visitatori, traffico, commenti e condivisioni.
trustmeQuattro elementi di cui tutti i siti non possono fare a meno e che ogni blogger brama.
E anche per incrementarne uno solo di questi elementi, bisogna considerare un fattore molto importante: la user experience.

Dare all’utente una migliore esperienza di navigazione vuol dire aumentare l’usabilità. Questo implica quindi più visitatori che a loro volta incrementeranno le probabilità di rispondere ad una call to action.

Una esperienza piacevole (che sia di semplice navigazione, interazione o d’acquisto) lascerà un marchio indelebile.

Se vuoi ottenere maggiore credibilità e costruire relazioni più forti con i tuoi lettori prenditi un attimo di tempo per dare una rinfrescata al tuo sito.

mercoledì 16 aprile 2014

Logo vs Brand

La scorsa settimana mi è capitato di leggere questo articolo che ho trovato veramente interessante: illustra la differenza tra il logo e il brand.
Nonostante il logo sia evidentemente una parte della corporate identity, comunque di per se stesso non è vincolato solo al brand dell’azienda. Così, mettendoli a confronto proviamo a capire la differenza tra i due e quando esattamente un logo diventa parte del brand.

Cos’è un logo? Per capire bene cosa sia un logo, dobbiamo prima identificare le ragioni che stanno dietro alla sua realizzazione e quali sono i suoi obiettivi. Sono diversi gli aspetti coinvolti durante il processo di realizzazione di un logo. Deve innanzitutto puntare a essere subito riconoscibile e nello stesso tempo deve ispirare ammirazione, fiducia, lealtà e una sottintesa superiorità nei confronti dei competitors. Un logo non è usato per vendere, è usato per identificare.

mercoledì 9 aprile 2014

10 cose che non dovreste mai scrivere sui social media

I social media diventano ogni giorno più importanti, sia per fare networking sia per creare engagement o cercare leads, oltre che essere un valido supporto per i customer care. Sempre che vengano gestiti nel modo corretto e che venga adottata una buona content strategy.

giovedì 3 aprile 2014

LinkedIn - Social Media Marketing Checklist

LinkedIn è una piattaforma Social Media molto potente sia per promuovere il tuo lavoro sia per la tua carriera. Ottimizzare l'account e usarlo regolarmente all'interno della tua strategia di marketing ti porterà sicuri vantaggi, che tu sia imprenditore, dipendente o datore di lavoro.
Ecco una checklist che ti sarà di supporto con validi consigli e suggerimenti!

mercoledì 19 marzo 2014

Sai come affrontare una crisi social media?

crisissocialSe hai intenzione di esporti sui social media, c'è una sola grande regola da seguire:
devi essere social, questo significa dover interagire quotidianamente con la tua audience.

Se hai intenzione di esporti sui social media, c'è un pensiero che non devi mai dimenticare:
non puoi piacere a tutti allo stesso modo.

Se hai intenzione di esporti sui social media, c'è una legge che devi conoscere e accettare:
se c'è qualcosa che può andare storto, probabilmente lo farà.

martedì 18 marzo 2014

Hai creato le tue pagine social: e adesso, sai cosa fare? Ecco qualche consiglio per una strategia di successo

come avere successo sui social media

Che tu voglia utilizzare i social media per organizzare un evento o per pubblicizzare un prodotto o servizio, in ogni caso devi “pensare avanti”: essere e andare oltre nel modo più efficace possibile per ottenere esattamente quello che ti serve, e cioè catturare l’attenzione di clienti, prospects e visitatori.

Mi sono lasciata ispirare dal famoso film western di Sergio Leone, “il Buono, il Brutto e il Cattivo” e ho individuato i suggerimenti più utili per impostare al meglio la tua strategia.

Linee guida da seguire (o da evitare!) per partire con la tua strategia di social marketing

venerdì 14 marzo 2014

Quanto è dannosa l'immagine del tuo profilo per il tuo personal brand online?

personal brandNe avevo già parlato qui di quanto possa essere contro producente avere un’immagine rappresentativa del proprio profilo non corretta.
Oggi mi sono imbattuta in questa infografica che quantifica il danno causato dall’utilizzo di foto non curate o volontariamente “oltre le righe”.
Visto che in gioco c’è il nostro personal brand è meglio non sottovalutare quest’aspetto, che ne dite?!

martedì 11 marzo 2014

I Magnifici 7 ... consigli di Brand Awareness

magnifici7wp


La tua attività social media negli ultimi anni ha visto un notevole incremento. Per sfruttarla al meglio bisogna fare in modo di usare questi nuovi strumenti allo scopo di guadagnare potenziali clienti ed incrementare la riconoscibilità del tuo brand.
Non sai da dove partire? Ecco i magnifici 7 consigli che potranno aiutarti!

1 Ottimizza la tua presenza Social Media


Prima di pensare a come incrementare il tuo seguito di fan, followers, cerchie e quant’altro, hai bisogno di ottimizzare il tuo profilo. Assicurati che la tua biografia sia la stessa su tutti i social networks, insieme al logo e all’indirizzo aziendale. Se non hai consistenza potresti perdere potenziali nuovi clienti.

venerdì 7 marzo 2014

Ecco gli ingranaggi coinvolti nella strategia SEO del tuo sito (se fatta nel modo giusto!)

seo_for_site

Web Analytics & Insight


Le analisi statistiche permettono di capire ed intuire meglio i dati sul traffico che veicola il tuo sito, i contenuti più popolari e i comportamenti del visitatore che fanno da cornice alla tua strategia SEO

venerdì 28 febbraio 2014

Perché la tua strategia di email marketing ha fallito?

email marketingQualcosa nella tua strategia di email marketing è andata storta. Cos’hai fatto di sbagliato? Prova a controllare se per caso hai commesso uno di questi 8 errori che ti hanno precluso ogni possibilità di riuscita.

1 Hai dato l’impressione di fare spam


Anche se sei convinto di avere tra le mani del contenuto inestimabile per i tuoi contatti, se non scrivi nel modo corretto le tue email daranno l’impressione di essere fastidiose e potresti essere percepito come spammer.
I principali errori in questo caso sono:

  • L’oggetto della tua mail appare vago o troppo familiare

  • L’oggetto della tua mail è scritto tutto in maiuscolo

  • Nell’oggetto della tua mail hai inserito troppi punti esclamativi!!!!!!!!

lunedì 17 febbraio 2014

8 Super-Idee di Content Marketing

share_ideasLa tua idea non è nuova. Prova a pensarne una: ecco, sappi che almeno altre 50 persone ci hanno già pensato prima di te. Accetta il fatto che il tuo genio non è così sbalorditivo e renditi conto che la messa in pratica di un'idea è un argomento molto ma molto complicato” Mark Fletcher fondatore di Bloglines.com

E' un dato di fatto. Chi scrive di Content Marketing molto spesso si ispira a qualcosa che ha già letto o sentito da altri. Secondo Joe Pulizzi del Content Marketing Institute le seguenti sono alcune fra le migliori idee a cui ispirarsi, che lui stesso ha "rubato" nel corso degli anni e che possono essere utili a chi lavora nel Social Media Content Marketing

venerdì 14 febbraio 2014

La nuova moda oltreoceano? Selfie @ Funerals

Sappiamo tutti cosa sono i selfie.  E ciascuno di noi, chi più chi meno, è caduto nella "trappola" narcisistica di farsi un autoscatto in un momento  che considerava particolare, magari reggendo il cellulare in modo che nemmeno un contorsionista... un po' come questa ragazza che, onestamente, non so proprio come abbia fatto!

selfie

Riccardo Scandellari ha scritto un bel post sulla sindrome selfie e i social con una infografica che vi consiglio di guardare, nel caso vi fosse sfuggita.

Tempo fa lessi anche un articolo su Mashable dove l’autrice sosteneva che ritrarre se stessi non era solo una questione di narcisismo. Era un modo per definire se stessi e presentarsi agli altri, facendo affidamento su impressioni, giudizi, apprezzamenti per sviluppare la nostra identità social.

Tutto giusto. Fino a che ieri non mi sono imbattuta in questo blog dove vengono riportati selfie durante un'occasione molto particolare: il funerale. La maggior parte sono di giovani e giovanissimi, ma ce n'è uno persino di Obama! Ok che gli americani sono molto "aperti" però non ho potuto fare a meno di chiedermi se, o meglio quando, questa "moda" arriverà anche qui e fino a che punto questa sindrome ci porterà.

Ho trovato anche un articolo in difesa di questa nuova usanza dove si spiega che quando siamo posti davanti alla nostra mortalità noi esseri umani reagiamo nei modi più strani e disperati, cercando spesso rassicurazioni sulla nostra energia e vitalità. I selfie sono un modo per renderci reali, a noi stessi e al resto del mondo. Così, non c’è da stupirsi se in un momento di perdita e dolore rivolgiamo verso di noi lo smartphone/iPhone e gridiamo al mondo “IO ESISTO”

Voi cosa ne pensate? vi soddisfano queste spiegazioni psico-sociali? Sinceramente no. Forse sono troppo vecchia e non riesco a capire a fondo questo lato social-estremo dei giovani (e non solo) d'oggi, però io ci vedo una pericolosa superficialità: quale sarà il prossimo passo? un selfie davanti alla nonna morente in un letto d'ospedale?