mercoledì 30 luglio 2014

Social Listening - cosa tenere sotto controllo e perché

behind-your-back-oranges-300x224Immagina milioni di persone che parlano alle tue spalle. E' possibile che stiano dicendo cose sia positive sia negative, ma ciò che più conta è che possono essere tutte molto utili per te.

Immagina ora di essere in grado di usare questi feedback per migliorare la reputazione del tuo brand o della tua azienda.
Le cose brutte vengono sempre dette alle spalle, ma se sai dove guardare riuscirai a trovarti tutto di fronte e affrontarle così nel modo più opportuno e vantaggioso per te.

Ogni giorno avvengono milioni di conversazioni sui social media riguardo a qualsiasi argomento, compresa la tua azienda. I social media marketers conoscono bene (o dovrebbero conoscere) l’importanza di monitorare ciò che gira attorno al proprio brand, ma se si ascolta sono una conversazione si rischia di perdere molte altre informazioni utili. Controllare le cose giuste può fare la differenza tra una brand reputation positiva da una in crisi.

Ecco un'utile checklist dei fattori principali da tenere sotto controllo riguardo al brand e al perchè bisogna farlo.

La tua società


Cosa monitorare


  • Il nome dei tuoi prodotti o servizi

  • Slogan o frasi connesse al tuo brand/azienda

  • Andamento di campagne o azioni di advertisign come hashtag riferiti al brand, reputazione derivante dalla pubblicità

  • Gli attori principali della tua società:
    - Il tuo CEO
    - Il fondatore/presidente
    - Giornalisti o autori di news
    - Chiunque con un potenziale media da seguire


Perché?


  • Non tutti usano il nome della tua società o del tuo brand quando parlano di te – cosa pensano le persone sui tuoi prodotti e servizi è un importante feedback da non dimenticare.

  • Brand Awarness. Perchè le persone stanno (o non stanno) associando il tuo prodotto al tuo brand?

  • Valutare efficacia del lavoro di marketing e advertising. Come sono stati ricevuti i tuoi messaggi?

  • Gestione dei problemi. Il tuo brand non è l’unico pensiero che dovrebbe catturare la tua attenzione. Orecchie ben tese sui vertici della tua azienda per intercettare qualsiasi eventuale storia che li riguardi.


La concorrenza


Cosa monitorare


  • Brand e/o nome dell’azienda competitor

  • Nomi di prodotti o servizi dei competitor

  • Slogan

  • Campagne e azioni di advertising come hashtag riferiti al brand del competitor, la reputazione derivante dalle pubblicità

  • I tuoi prodotti o il nome del tuo brand/azienda insieme a quello dei tuoi competitors


 Perché?


  • Scoprire quali argomenti sono popolari per la audience dei tuoi competitors può essere vantaggioso anche per te

  • Cercare opportunità di marketing in tempo reale

  • Definire i contorni della futura strategia di marketing

  • Vedere dove i tuoi competitor ti danno del filo da torcere e aggiustare i prodotti e servizi


Il tuo settore


È importante per capire cosa sta succedendo o cosa è popolare nello spazio in cui la tua azienda opera. Non puoi ascoltare tutto ciò che viene detto sui social quindi cerca le aree che possono essere riferite al tuo brand.
Cosa monitorare


  • Il tuo settore (sei un azienda che produce mascara? Dovrai ascoltare tutto il mercato della bellezza)

  • Sottocategorie del tuo settore (focus su argomenti specifici come make-up o cura della pelle)

  • Eventi rilevanti di settore (fashion week, sfilate ecc)


Perchè?


  • Prendere decisioni strategiche per il marketing, migliorare prodotti e servizi

  • Rimanere sempre al top delle tendenze di mercato

  • Raggiungere le conversazioni giuste ed essere un leader nel tuo settore

  • Cercare persone che stanno cercando i vostri prodotti/servizi

  • Cercare opportunità di marketing in tempo reale


In questa infografica trovate una lista di strumenti per il social monitoring

tools social listening

venerdì 25 luglio 2014

Linkedin - 19 errori da mettersi le mani nei capelli!

Se non state ottenendo i risultati sperati, è possibile che stiate commettendo uno o più errori su Linkedin che fanno scappare i vostri potenziali clienti.


Avete una sola possibilità per fare buona impressione al primo contatto, e quando la gettate via per errori di questo tipo, avete seriamente chiuso la porta ad una possibile relazione ricca di opportunità.


Qui ci sono 19 errori suggeriti da Melani Dodaro che non dovrebbero essere mai commessi (e a cui è possibile rimediare!)



1 Il vostro profilo è incompleto


Un profilo incompleto non comunica credibilità ai prospect. E’ vero, completarlo non è proprio facile, e non lo è nemmeno fare in modo che sia orientato esattamente verso al vostro target specifico, ma è importante averlo.


Come ottimizzare al meglio il vostro profilo? In questo articolo potete trovare ottimi consigli



2 Scrivere informazioni vaghe


Bisogna essere il più specifici possibile quando descrivi cosa fate e la tipologia precisa del cliente a cui vi rivolgete. Non basta dire cosa fate. La cosa migliore è menzionare proprio il tipo di business o lavoro a cui fate riferimento. Un esempio.



3 Inviare richieste di contatto senza una nota personale


A mio parere è uno degli errori più fastidiosi. La richiesta non deve essere stravagante, basta dire semplicemente perchè volete connettervi e magari menzionate un contatto comune o un gruppo che frequentate entrambi.



4 Non ottimizzare il vostro profilo per la ricerca


Che senso ha avere un profilo se poi nessuno vi trova? Allo stesso modo in cui usiamo Google per cercare informazioni, LinkedIn viene usato per cercare le persone. Per questo è necessario avere un approccio SEO anche nella compilazione del proprio profilo


Scegliete 2-3 parole chiave importanti che descrivano quello che fate, in cosa siete esperti.



5 Una foto del profilo inesistente o non professionale


Ne ho parlato anche io in quest’articolo, e troverete conferme un po’ da tutti gli esperti del campo. In ogni caso, una delle scelte peggiori che possiate fare è quella di non mettere una vostra foto o di metterne una non professionale.



6 Infarcire il profilo con keywords inutili


L’algoritmo di ricerca di LinkedIn per ora funziona ancora secondo la vecchia scuola dei motori di ricerca. Più viene ripetuta una frase o una parola e più il vostro nome apparirà in alto nella classifica. Funziona, ma è orribile da vedere. Viene subito da pensare che abbiate fatto un copia e incolla di quella parola chiave fino a riempire ogni spazio disponibile. La vostra credibilità dipende anche da questo. Se abusate dell’algoritmo sicuramente non ne guadagnerete .



7 Chiedere raccomandazioni a chi non conoscete


Se qualcuno che non conoscete vi chiedesse una raccomandazione, cosa pensereste? Anche in questo caso la credibilità è appesa ad un filo!



8 Inviare messaggi di massa


Se è importante per ciascun destinatario, a volte può essere utile inviare lo stesso messaggio a più persone su Linkedin. Attenzione. Uno degli errori più grandi è quello di non spuntare il box “Consenti ai destinatari di visualizzare nomi e indirizzi email reciproci”



9 Chiedere Likes per Facebook/followers per Twitter


Non fatelo, per favore. Innanzitutto non è detto che chi usa LinkedIn, sia anche su Facebook o Twitter. Sembra veramente un gesto disperato e pacchiano, non servirà a costruire relazioni propositive con i vostri collegamenti. Non so voi, ma “disperato” e “pacchiano” vorrei che non fossero mai associati al mio lavoro.



10 Vendere prima del saluto


Vi è mai capitato di mettere nelle mani di qualcuno il vostro biglietto da visita ancora prima di stringergliela, allo scopo di vendere qualcosa? Ovviamente no. Allo stesso modo si deve gestire la comunicazione coni contatti on line.


Io amo il social marketing e amo LinkedIn, ma trovo esasperante quando qualcuno tenta di vendere qualcosa immediatamente. Prima bisogna sviluppare una relazione con le persone, nel mondo docial così come nella vita reale.



11 Andare off topic nei gruppi


Ci sono migliaia su migliaia di gruppi su LinkedIn, è giusto impiegare un po’ di tempo per trovare quello più opportuno che punta direttamente al tuo target. Una volta trovati i gruppi più coerenti, è importante che tutto ciò che posterai sia chiaro e di valore per i membri, oppure le vostre comunicazioni verranno cancellate o etichettate come spam.



12 Postare link nei gruppi senza iniziare una conversazione


Se seguite le regole degli admin dei gruppi, non vi capiterà di commettere questo errore perché la maggior parte dei gruppi rifiuta i link auto promozionali. Il vostro articolo potrebbe anche essere coerente con l’intento del gruppo, ma ricordate che il focus dei gruppi è creare conversazione. Non è solo una tattica per portare traffico al vostro sito, ma in questo modo risulterete fra i membri più attivi e farete felici i moderatori del gruppo!



13 Dire “ho visto che hai guardato il mio profilo”


E’ un atteggiamento che fa letteralmente rabbrividire. Se qualcuno è davvero interessato a voi, dopo aver visto il profilo, vi contatterà. Se volete connettervi con qualcuno che ha visitato il vostro profilo evitate di usare la frase “ho visto che hai guardato il mio profilo”.



14 Mentire


Nessuno ama i bugiardi e chiunque può facilmente investigare quando qualcosa sembra essere poco credibile. Non c’è nulla di sbagliato nel mettersi in evidenza per attirare la giusta audience, a patto che non si menta. Ci vogliono anni per costruirsi una buona reputazione e basta una sola bugia per distruggerla.



15 Non essere costanti negli aggiornamenti


Aggiornare il proprio status di LinkedIn (in modo professionale, condividendo o consigliando articoli) è un modo per aumentare la vostra credibilità e autorità nell’ambito lavorativo in cui operate. E per di più è un modo per rimanere sempre in vista nel proprio network.



16 Essere negativi


La negatività è qualcosa che non dovrebbe essere mai associata alla vostra presenza online. Specialmente in un luogo come LinkedIn, dominata da conversazioni professionali.



17 Non personalizzare la vostra URL


Farlo è semplice e vi assicura un indirizzo unico e riconoscibile.



18 Non personalizzare i link nel profilo


E’ simile al punto precedente. Andando su 'Modifica le informazioni di contatto', potrete modifcare i link (chiamato sito web) che vi riguardando. Inserendo “Altro” nel menu a tendina, vi viene data la possibilità di personalizzare il link del vostro sito.



19 Dimenticare che LinkedIn è uno strumento di lavoro


Postare meme divertenti, foto di famiglia o articoli satirici non è una buona idea. Ci sono altri luoghi dove postare questi contenuti. LinkedIn è riservato al lavoro e al business.


E secondo voi? quali sono i peggiori errori da mani nei capelli?

giovedì 17 luglio 2014

Se usi i Social per lavoro, ecco cosa devi sapere - #infografica

Ci sono regole di comportamento per ogni situazione: leggere quando si è a tavola è considerato di cattivo gusto, parlare a voce alta in pubblico durante una telefonata è quanto meno da maleducati e presentarsi in ufficio con le infradito da spiaggia è decisamente fuori luogo.
Essendo luoghi d'incontro, anche sui social media bisogna rispettare qualche regola, soprattutto quando vengono usati per lavoro. E' un mondo costantemente in evoluzione e i confini tra pubblico e personale non sono mai abbastanza definiti. In ambito business, ci sono alcune linee che non possono essere attraversate in modo da mantenere una presenza social media il più professionale possibile.

Questa interessantissima infografica di  TollFreeForwarding e Griffin Media si propone di illustrare cosa si può fare e cosa non si deve fare su ogni social network per tutti coloro che vogliono avere una presenza efficace, oltre a presentare statistiche e informazioni utili e curiose.

Ecco qualche consiglio ripreso dall'infografica che trovate alla fine dell'articolo.

Facebook Etiquette



  • È giusto aggiornare quotidianamente la tua pagina ma lascia passare qualche ora tra un post e l’altro.

  • Rispondi a tutti i commenti: a quelli buoni e a quelli più critici.

  • Impara ad usare correttamente gli hashtag: uno è ok, 10 no.

  • Ricorda la regola 80/20: intrattieni ed informa la tua audience, solo dopo pensa a vendere.

  • Usa il "noi" quando parli a nome del brand.


Twitter Etiquette



  • Twitter è la piattaforma madre degli hashtag, quindi usali bene!

  • Evita di condividere troppe informazioni personali, del genere cosa ha mangiato per colazione il CEO della tua azienda.

  • Usa il tuo logo come avatar. La gente così sarà in grado di riconoscere subito il tuo brand.

  • Non usare tutti i 140 caratteri, lascia la possibilità che gli altri possano fare l’RT.

  • Sii positivo. I brand con mood negativo perdono followers!


G+ Etiquette



  • Menziona sempre l’utente del post che stai commentando.

  • Quando ricondividi un post aggiungi sempre un tuo commento o una introduzione.

  • Google Plus permette di formattare i tuoi post. Usa questa potenzialità per rendere i post semplici da leggere usando il grassetto, il corsivo e la sottolineatura.


Instagram Etiquette



  • Non chiede alla gente di seguirti e non usare hashtag come #tagsforlikes – non è assolutamente professionale

  • Non postare troppo. Finiresti di essere considerato invadente.

  • Evita troppi selfies, o foto di cibi o della tua famiglia. E’ l’account aziendale quello che stai gestendo!

  • Esiste un golden number per gli hashtag su Instagram: il numero perfetto è 11.


LinkedIn Etiquette



  • Sii piacevole ma non personale.

  • Presenta te stesso come un professionista nel tuo campo di lavoro e lascia gli aggiornamenti della tua vita quotidiana al profilo personale di Facebook.

  • I gruppi sono un luogo per condividere informazioni utili a tutti e non per promuovere la tua azienda.


Pinterest



  • Assicurati che i links siano in ordine. Fai un controllo prima di pinnare, vai alla fonte e verifica che sia funzioni tutto correttamente.

  • Non continuare a fare repin per un'ora consecutiva. Sarebbe più opportuno schedulare i tuoi interventi tra mattina, pomeriggio e sera.


regole social media

lunedì 14 luglio 2014

8 semplici modi per uccidere il tuo brand - Infografica

Per caso state commettendo qualcuno di questi errori? Se la risposta è si, è meglio che corriate ai ripari!


Piccoli imprenditori o grandi aziende, chiunque siate e chiunque rappresentiate, avete bisogno che il vostro brand sia degno di essere ricordato.


Che abbiate lavorato sodo per crearne uno o che il processo sia ancora in atto, cercate di abbandonare queste abitudini malsane per il vostro brand.



Ecco 8 errori che uccideranno il vostro brand


Pigrizia nella pianificazione – Avere un piano è fondamentale. Per non correre rischi si dovrebbe avere un piano editoriale per i contenuti da condividere, per la strategia da usare sui vari social, un piano di gestione della crisi per essere pronti ad affrontare una situazione imprevista. Pianificare è la parla chiave.


Un’immagine inconsistente – Bisogna che il pubblico si ricordi di voi. Se non vi si distingue dalla massa come farete a farvi notare dai vostri potenziali clienti?


Produrre contenuti di bassa qualità – Copiare e rubare contenuti di altri non è mai una buona idea, così come pensare che la vostra audience non capisca la differenza tra contenuti di valore e non. Non pubblicate o condividete nulla che non sia in linea con la vostra strategia e che non abbia come obiettivo ottenere la fiducia del cliente.


Non mantenere le promesse – Il brand non è il logo, la tagline o qualsiasi altro esempio tangibile che lo rappresenta. Un brand è una promessa. Ed è questa promessa che definisce l’intero business arrivando a toccare ogni aspetto della vostra società. Ogni brand promette qualcosa ai suoi clienti. Provate a pensare al vostro favorito. Cosa vi promette? Quand un brand non mantiene le promesse fatte, il cliente rimane insoddisfatto.


Sottostimare le opportunità del marketing online – Poco da aggiungere. Internet offre grandissime opportunità per aumentare i benefici dei propri sforzi di marketing, facendovi guadagnare anche un vantaggio molto competitivo rispetto a chi non è online.


Non ascoltare la propria audience – Se parlate di scarponi quando al vostro pubblico in quel momento interessano solo le infradito, avete un problema. Ascoltate i vostri fan e followers. Ci sono vari strumenti che potete utilizzare per capire cosa vogliono e di cosa parlano. Da Google Alert a Social Mentions e molti altri.


Web Design antiquato, sito non responsive – Ormai è fondamentale avere un sito accessibile da tutti i devices, dal pc ai tablets agli smartphones. Non rimanete indietro o regalerete un bel vantaggio ai vostri competitors.


Diventare offensivi – Mai. Mai offendere, né per essere differenti, né per difendere  la propria posizione o il proprio brand né per qualsiasi altra ragione. Per farvi notare non è assolutamente necessario offendere una categoria di utenti (per credo, razza ecc.). Se dovete rispondere ad un commento negativo sui social, siate diplomatici e piuttosto cercate di spostare la discussione su un media differente, come il telefono per esempio.


branding mistake

venerdì 11 luglio 2014

Sapete come riparare ad un errore sui social media?

Un articolo di Rebekah Radice ci spiega che arriverà un momento in cui le cose sui social media non andranno per il verso giusto, anche solo una volta, ma capiterà, e questo è quello che dovrete fare.

tweetwrongChe sia un tweet accidentale o un dito indice eccessivamente zelante che ha premuto un bottone troppo velocemente, ad un certo punto della vostra vita succederà qualcosa che vi porterà a commettere un errore madornale sui social media.

Ma non è l'errore in sé ad essere importante, quanto il cosa succede dopo.

Vi lasciate prendere dal panico correndo freneticamente in ogni dove per recuperare quello che avete sbagliato? Male!

Finché questo errore è ancora “vivo”, fermarsi a pensare e non reagire dominati dall'istinto, è forse la migliore strategia.

Raramente c’è un risultato positivo quando reagisci immediatamente ad una situazione negativa e improvvisa.

paura sbagliTipicamente un’azione dovuta alla paura e alla voglia di riparare l’errore commesso provoca una reazione eccessiva, che può rapidamente trasformarsi in una spirale che da cattiva passa a pessima fino a catastrofica nel giro di qualche attimo.

L’unico modo per combattere l’impulso di reagire è avere un piano. Un piano che preveda il come, dove e cosa per ogni “incidente” social media.

Come riparare ad un errore social media


1 - Valutate il danno

E’ stato semplicemente un tweet isolato  o un casuale errore di ortografia in un post? Niente paura.

Potreste lasciarlo li o cancellarlo del tutto.  Niente danno, niente affanno!

Se il danno è peggiore, per esempio se uno dei tuoi impiegati ha condiviso informazioni private pubblicamente, i passi da fare sono più complessi.

Prenditi qualche momento per determinare:

  • Qualcuno è rimasto danneggiato dal contenuto condiviso?

  • Il contenuto era offensivo?

  • Le informazioni twittate o postate erano esclusivamente per un uso privato?

  • Il contenuto era protetto da un punto d vista legale?

  • Infrange il copyright?

  • C’è la possibilità che questo si trasformi un grande errore?


 2 – Riconoscete l’errore

Quando si commette un errore sui social, bisogna avere chiari sia i lati positivi sia i lati negativi della situazione. Mentre da una parte è possibile correggere uno sbaglio, non è possibile controllarne le conseguenze.

La cosa migliore che si possa fare in qualsiasi situazione è ammettere subito. Che sia online o offline, l’onestà è sempre la migliore politica.

Una volta commesso l’errore, riconoscetelo e non gettate via altro tempo. Più aspettate e peggiore la situazione potrebbe diventare e le vostre scuse sembreranno meno autentiche.

Queste sono le azioni da fare:

  1. Notificare quanto accaduto a tutti gli interessati nella vostra azienda.

  2. Ammettere l’errore

  3. Scusarsi

  4. Correggere

  5. Andare avanti


Dopo tutto, siamo umani. L’errore può capitare.

Potete sperare che i vostri fans e followers siano abbastanza gentili da accettare le vostre scuse.

Se no, è il momento di premere il tasto forward e capire che gli errori vi renderanno più forti (e migliori)
3 – Create la vostra Policy

La lezione che bisogna imparare è che da ogni situazione negativa ne deriva una positiva.

Chiunque ti sia, un free lance indipendente, un imprenditore o un brand, avere una policy social media è fondamentale. Non solo per creare una gerarchia di comunicazione ma un modo sistematico per trattare il problema, non importa se grande o piccolo.

L’obiettivo è di creare una serie di linee guida che tutti possano comprendere ed eseguire.

Ecco i passi necessari a creare una social media policy:

Step 1


Se avete impiegati, dovete per prima cosa determinare cosa è concesso e cosa non lo è quando si va sui social. Siate specifici nelle vostre affermazioni.

Alcuni esempi:

  • I comportamenti proibiti sui social media includono postare commenti diffamatori , immagini pornografiche, contenuti proprietari o dichiarazioni moleste.

  • Nessuna informazione confidenziale o esclusiva dell’azienda deve essere postata senza essere a priori approvata dal management


Se voi siete l’unico impiegato, questo processo è molto più semplice. In ogni caso i passi rimangono gli stessi, qualsiasi sia la grandezza della tua azienda.  E’ comunque importante avere chiaro cosa sia permesso e come comportarsi in ogni situazione.

Step 2


Ora avete bisogno di determinare quali conseguenze ci saranno per la violazione della policy. Ditelo senza giri di parole.

Step 3


L’ultimo passo è quello di comunicare la vostra policy a tutti gli impiegati o chiunque sia coinvolto nelle linee guida.
Quando condividete la vostra strategia social media, assicuratevi di specificare:

  • Quali sono le informazioni aziendali da condividere

  • Esempi di quale tipo di contenuti o dettagli devono ricevere un’approvazione a priori

  • Quale linguaggio è accettabile

  • Come sostenere l’attuale strategia social media dell’azienda

  • Come gli impiegati possano usare il logo azienda e altri contenuti relativi al brand come i marchi registrati.


Abbiate sempre coscienza dei vostri limiti e delle vostre aspettative. Conoscerli vi può salvare da situazioni caotiche e dolorose!

lunedì 7 luglio 2014

Le 10 Regole del Social Media Marketing - Infografica

Fare leva sul potere dei contenuti e del social media marketing può aumentare la tua audience e il tuo parco clienti in modo sensazionale. Ma iniziare senza alcuna precedente esperienza o conoscenza potrebbe rappresentare una sfida pericolosa.

E’ vitale che tu capisca i fondamenti del social media marketing.
Dall’incremento dei tuoi punti di contatto online ai modi migliori per sfruttare al meglio la qualità, rispettare queste  leggi ti aiuterà a costruire le fondamenta per conservare i tuoi clienti, essere utili al tuo brand e, non meno importante, aumentare i profitti.

venerdì 4 luglio 2014

giovedì 3 luglio 2014

Il potere del Visual Content

Imprenditori e aziende iniziano a comprendere quanto il Social Media sia importante nelle campagne di marketing. Un’identità online sui social è un fattore determinante nell’attrarre nuovi contatti e tenersi stretti i clienti già coinvolti e interessati. Molti brands hanno con successo integrato il Visual Content nelle loro campagne social media. Basta dare un’occhiata alle bacheche su Facebook e a quelle di Pinterest di Starbucks (qui e qui)  o della General Electronics (qui e qui) per avere un’idea di come il Visual Content può essere sfruttato.


Il Visual Content Marketing sta diventando il miglior veicolo per costruire e spingere i social signals.



Perchè il Visual Content Marketing è uno strumento potente per la tua strategia


1 – Traduce concetti astratti che appartengono alla brand identity in qualcosa di tangibile.


Le immagini permettono di mostrare chi siete. Non solo riguardo ai prodotti e ai servizi ma l’intera filosofia e le idee che portano avanti il brand. Per esempio, ci sono aziende che usano immagini del loro “dietro le quinte”, cioè chi sta dietro al logo e al brand. Queste foto ricordano ai clienti i valori dell’azienda. La scelta delle immagini, i colori e l’intero sentimento dell’immagine traduce il messaggio della cultura dell’azienda.